
A chi serve la musica politica ? Mi correggo la pseudo musica politica che nasconde evidenti carenze nel contenuto lirico e cerca di sopperire alla mancanza con un preteso IMPEGNO politico. Credo sia un male parecchio diffuso in Italia. E mi riferisco a tanti gruppi che in virtù dei colori scelti pretendono di essere automaticamente considerati dalla parte del giusto, inattaccabili ideologicamente e sopratutto incontestabili.
Ora.
Se c'è una cosa più lontana dalle idee che alcuni di questi gruppi propugnano è proprio il mettersi al di sopra di qualunque critica. Il paradosso involontario è quindi quello di cosidetti "eroi" o meglio cantori di un'eroismo di un'azione , di un sentire "movimentesco" che si nascondono dietro slogan, spesso stanche e pallide imitazioni di altre grida che avevano un senso tanto anni fa.
Ora.
La nostalgia è un conto, ma come è possibile nel 2008 ancora riproporre i miti di altri decenni....ancora aggrappati a quelle icone, a quei simboli che per forza di cose si sono svuotati di quella carica """"rivoluzionaria"""" e sono diventate immagini POP....volente o nolente. Tutti in fila a gridare rispetto, a parlare di diritti di animali, di libertà.....ma non somiglia moltissimo allo sloganismo sportivo più che alla militanza politica ?
Alcuni fra questi poi dovrebbero spiegare la loro critica al sistema mossa attraverso uno spettacolo che non rovescia né produce un benché minimo cambiamento. Che funzione ha questa musica ? Puramente consolatoria.
Riuniamoci noi tutti , noi che la pensiamo in questa maniera, noi che vestiamo in questa maniera e ascoltiamo i gruppi fatti da persone che vestono come noi, la pensano come noi….poi a fine concerto torniamo a casa e pensiamo soddisfatti : è stato bello essere tutti identici per 3 ore al prezzo politico di 5 euro. Da domani però si torna al lavoro e mi raccomando niente spillette in ufficio.


Basta con questo piattume ....
Sto viaggiando con la fantasia.....
Ma pensa se invece di tutti questi divi cotonati, pieni di gel avessimo dei pastori del Magrheb in classifica ?...Cammelli che attraversano deserti al ritmo di oud e darbouka..
Pensa se le suonerie dei cellulari replicassero rigorosamente scale mediorientali….un salmodiare continuo alla radio... Vestiti lunghi….barbe incolte..thè ad ogni ora….Ragazzi intorno al narghilé—una specie di video di Battiato pan-arabo che spazza via 30 anni di jeans, sorrisi e lucidalabbra, essere “IN”, assoli con il tapping, spandex, medaglioni d’ora finto,giubbotti di pelle, sneakers, mossette pelviche.
Pensa se in cameretta avessimo i poster di tizi con il turbante che cantano del loro amore morto sotto un bombardamento..
Altro che Snoop Dogg….meditiamo gente…

SATURNO CONTRO
Un gay ricco e bellissimo muore. Gli amici si dividono fra cocaina, lutti, corna e battutine da shampista. Ottima la scelta delle locations.
LE INVASIONI BARBARICHE
Il grande freddo versione franco-canadese con contorno di eroina, rapporti familiari in crisi, infermiere cristiane, senso della vita e cinefilia. I poliziotti sono bellissimi. I sindacalisti un po’ meno.
A HISTORY OF VIOLENCE
Il padre perfetto ha qualche difetto. Tanto sangue e schiaffi in faccia. Di nuovo interni familiari in crisi….stavolta però niente droghe. Molti biondi nel cast. Home sweet home.
HOOLIGANS
Gli occhi azzurri di Frodo imperversano nel film, breve delirio calcistico fra botte di testosterone e lividi scuretti. Amicizia, tradimenti e tanta birra. Astenersi agnostici sportivi.

Dopo un concertone come quello di FirenzeWave..cosa si potrebbe chiedere ? Leggo che ci saranno gli OKGO! a Ceccano per la rassegna Etnika Rock. È
Lo scenario è differente qui, le dimensioni più piccole….la folla composta perlopiù da ragazze e ragazzi fra i 15 e i 25 anni…mm varia umanità collassata sull’erba, creste giganti, borchie e spillette, ma di tanto in tanto anche “innocui” over 30 si aggirano per il festival ciociaro.
Sono al bar , stavolta i prezzi sono umani (una birra 2 euro) e gli OkGO! si presentano da soli.
Quattro tizi americani tutti vestiti con completino nero, cravatta e scarpe lucide d’ordinanza. Il bassista sfoggia una giacca a righe tipo bandiera britannica e berretto da cui spuntano basette ipercomike.
Ora : non si tratta di geniacci eppure sti 4 divertono e si divertono, zampettano…cori in falsetto tra beach boys e weezer ..riffs accattivanti e stacchi di batteria protopunk. Dopo averci precisato che conosce solo tre parole in italiano come “pompelmo” ,“pantaloncini” e “paracadute” il cantante ci invita a scegliere fra una cover degli Electric Light Orchestra ed una dei Violent Femmes. Il pubblico ovviamente sceglie la seconda…e a metà canzone mister Damian Kulash (si chiama proprio così) scompare dal palco…tempo 2 minuti ed eccolo in mezzo alla gente con il microfono a gridare “pompelmo” nell’incredulità generale…la canzone riparte e senza danni questo mattacchione riesce a tornare sul palco…altre brevi scariche elettriche ed è il momento dei singoloni “Here it goes again” e “do what you want". Wow…vorrei più concerti così!!!
p.s. vi prego casomai foste interessati di guardare i video degli OKGO!...poke storie andate sul loro myspace e ditemi che ne pensate ;) ciauuuuu

Arezzo Wave anzi no! Italia Wave….un programma interessante..nuova location come si dice in nel linguaggio spettacolose e la magica formula GRATUITO!!! Ok ok…E dunque partiamo per la volta di Firenze..anzi di Sesto Fiorentino..seguiamo le indicazioni ed eccoci in un’area industriale dove hanno creato lo spazio del festival.Fin qui tutto bene. La cosa curiosa è che all’ingresso una ventina di brothers from afrika con tanto di pettorina fluorescente ci invitano a fare il biglietto…biglietto ? ma non era gratis ? Si ma fino alle 22…dopo si paga 10 euro…Uhm..cos’è questa formula da discoteca ? okay okay…fuori i dindari….dopo i tickets scatta la perquisizione..con metal detector e battutine del tipo “ma che c’hai in tasca ?” “Guarda che occhietti…te ti droghi eh ?”.
Soprassediamo gandhianamente.
A me interessa solo il concerto…però ho un po’ fame :(
Compro una red bull a soli 4 euro, la birra ne costa 5…un panino idem.. le pannocchie gratinate solo 3 deo gratias.
Eccomi a pochi metri dal palco. Comincia lo spettacolo.
Dapprima un quartetto d’archi tutto al femminile, poi salgono gli altri musicisti : Simon Tong alla chitarra elettrica, Tony Allen alla batteria, Paul Simonon al basso, mister x (non so chi sia scusate) alle tastiere e lui,..l’unico ed il solo Damon Albarn.
Ladies and gentlemen THE GOOD THE BAD AND THE QUEEN.
E’ mezzanotte da pochi minuti ma da vero inglese Damon ci salute così “Good evening”.
L’ex bassista dei Clash si muove minaccioso reggendo il basso con le mani invece di usare la cinghia..sembra uscito dalle Iene (quelle di Tarantino però ..non Italia Uno please). Il pubblico segue attento…niente super pogo o isteria ma è come se ci avessero ipnotizzato.
Il loro disco ce lo suonano tutto, dalla prima all’ultima canzone…il suono è spettacolare…il basso è proprio trascinante, i ritmi precisissimi, gli interventi di chitarra misurati e Damon gigioneggia alla grande per la nostra delizia. Il quartetto d’archi da un tocco meraviglioso alle canzoni. E’ tutto un flusso, un’amalgama che ci avvolge per la durata del concerto..per la verità un po’ breve…tanto che ai bis concessi (uno strumentale ed un pezzo con un tizio che reppa in arabo ma a me ricorda Speaker Cenzou) non ci bastano.
Resto lì speranzoso..poi le luci si accendono e un tecnico spegne l’amplificatore di Simonon…mm è proprio finito.

1) Richard Philip Henry John Benson (Woking, Londra, Regno Unito 10 marzo 1955), è un chitarrista rock e metal e personaggio televisivo di Roma.
su Wikipedia hanno più senso dell'humour di me.
2) Lapo Elkann sulla copertina di Vanity Fair...(non l'ho comprato...ma appena sono sceso dall'autobus ed ho visto il suo faccione ----reso ancor più drammatico dal b/n--- campeggiare accanto ad un'edicola... sono scoppiato a ridere )
3) "A me mi sembra a noi ci pijiamo gli schiaffi ii chissi atri s'engrasseno" frase detta da un pendolare incazzato sull'ennesimo treno dirottato della Roma- Cassino - Caserta
" Rolling Stone magazine talking about all that ..fashion"
Copertina : Sacha Baron Cohen…uhm non male…apro la rivista e trovo 2 pagine per Emporio Armani ok, seguono altre 2 pagine in cui campeggiano quattro boyz muscolosi in posa per D&G, giro ancora ed ecco Juliette and the Licks per Costume National, okkay la pubblicità è l’anima del commercio …Ma dov’è il sommario qui gente ? Pagine 7/8 : ammiro una ragazza appoggiata ad una palma mentre si fa spalmare della crema da un giovane ragazzo mentre sullo sfondo c'è il Monte Rushmore (quello coi faccioni dei presidenti americani per capirci) ....uno scenario futuribile very cool per Diesel ..volto nuovamente pagina per guardare ormai un po’ seccato due foto di una meravigliosa modella orientale per United Colors of Benetton…dopo un’altra sexy ed incantevole pagina dedicata a Trussardi giungo finalmente all’editoriale. A contarle tutte ed includendo un servizio di moda in cui Joan as a Police Woman (il nome curioso serve a distrarre dalla pochezza della proposta musicale) si presta ad indossare capi di varie griffe, arriviamo a 56 pagine di pubblicità. Tolte 31 pagine di recensioni (in fondo anche quella è pubblicità ) , le 2 pagine della posta (in cui è stato infilata la rubrica di Massimo Coppola ..pare sia rock pure lui no?) le altre rubriche e/o spazi restano all’incirca un ottantina di pagine.
Le interviste a gente del cinema come Luc Besson, Laura Dern etc…occupano 20 pagine..se consideriamo altri argomenti fra cui le scintillanti carriere di giovani imprenditori americani (anche questo è rock no ?) o un tizio che pesca granchi ( rock!rock!rock!) Diabolik (un fumetto definito anarchico..vi prego qualcuno chiuda il gas) Snoop Dogg (importante dare spazio ad uno stile di vita così , come dire…rock) ci restano esattamente 25 pagine in cui si parla di The good the bad and the queen, Rod Stewart (perché dobbiamo adorare le cariatidi ?) , Incubus (stanno per salvare la terra!!), Joss Stone e Joan as a quaqquaraquà. Se poi volessimo essere proprio pignoli in queste 25 pagine e togliamo i paginoni fotografici…di spazio dedicato alle interviste..al testo insomma…ce n’è veramente poco.
Ah dimenticavo c’è pure una pubblicità per l’Aeronautica Militare….eh si decisamente rock.

L’arte del sogno di Michel Gondry
Motivi per vedere questo film (questa non è una recensione)
Il cellophane che scorre dal rubinetto
La macchina per viaggiare un secondo nel tempo
Gael Garcia Bernal che canta e suona la batteria vestito da orso
Golden il pony boy
Charlotte Gainsbourg
“La distrazione è un’ostruzione alla costruzione”
Montagne innevate fatte di lenzuola
Automobili fatte di cartone
Stephane Tv
Nuvole intonate con il pianoforte
Avvertenza : il film può risultare noioso nella misura in cui vi aspettiate di trovare linearità, dialoghi incalzanti , Gwyneth Paltrow e i Maroon